Peso equivalente
In chimica si definisce come peso equivalente (o massa equivalente) di una sostanza, la massa di una quantità in grado di fornire o consumare una mole di elettroni in una reazione redox, di generare per dissociazione una mole di ioni H+ o di ioni OH- in una reazione acido-base ovvero di produrre una mole di carica elettrica ionica a seguito di dissociazione.
Si calcola come rapporto tra il peso molecolare, PM, espresso come g/mol, e il numero di moli n di particelle che entrano in gioco in relazione ad una mole di sostanza:
<math> PE (g/eq) = \frac {PM (g/mol)}{n (eq/mol)} </math>
Il peso equivalente espresso in grammi rappresenta la massa corrispondente ad un equivalente di sostanza.
- peso molecolare = 98 g/mol –> peso equivalente = 98/2 = 49 g/eq
- nella reazione di neutralizzazione di un solo protone si ha peso equivalente = 98/1 = 98 g/eq
- idrossido di sodio, NaOH
- peso molecolare = 40 –> peso equivalente = 40/1 = 40 g/eq
- idrossido di calcio, Ca(OH)2
- peso molecolare = 74 –> peso equivalente = 74/2 = 37 g/eq
- permanganato di potassio, KMnO4, nella reazione di riduzione a Mn2+ acquisisce 5 elettroni
- peso molecolare = 158 g/mol –> peso equivalente = 158/5 = 31,6 g/eq
- permanganato di potassio, KMnO4, nella reazione di riduzione a diossido di manganese, MnO2, acquisisce 3 elettroni
- peso molecolare = 158 g/mol –> peso equivalente = 158/3 = 52,7 g/eq
- ortofosfato di sodio, Na3PO4, in soluzione si dissocia producendo 3 ioni Na+ ed uno ione PO43-. 1 mole di sale genera una quantità di ioni positivi e negativi ciascuna delle quali ha carica elettrica ionica corrispondente a 3 volte il numero di Avogadro di elettroni
- peso molecolare = 164 g/mol –> peso equivalente = 164/3 = 54,7 g/eq
Picnometro
Il picnometro è uno strumento di laboratorio utilizzato per la determinazione del peso specifico di un minerale o di una roccia, proprietà definita come rapporto tra il peso del materiale da esaminare e il volume della parte solida di esso. Un picnometro determina il peso specifico su rocce o minerali finemente polverizzati per escludere la presenza di aria o acqua che comprometterebbero la stima di tale proprietà.
Perdita (astronomia)
Perdita o Urano XXV è un satellite naturale del pianeta Urano, fu scoperto durante una comparazione di immagini fatte dalla sonda spaziale Voyager 2 e quelle effettuate tramite il telescopio spaziale Hubble.
Porta il nome della figlia di Leontes ed Hermione nella commedia Il racconto d’inverno di William Shakespeare.
Le prime riprese furono fatte dalla sonda Voyager 2 nel 1986, ma non è stato riconosciuto nelle fotografie; è dovuta passare più di una decade, fino al 1999 prima che il satellite fosse riconosciuto e segnalato da Erich Karkoschka. Tuttavia solo nel 2003 grazie al contributo del telescopio Hubble la sua scoperta fu definitivamente confermata.
Al satellite venne data la designazione provvisoria S/1986 U 10.
Le misure fatte con l’ Hubble misero in risalto che Perdita non segue un movimento diretto Kepleriano intorno ad Urano, perché c’é un’interferenza di risonanza orbitale di 43:44 con il vicino satellite Belinda; inoltre è vicino alla risonza 8:7 con Rosalinda.
Efficienza aerodinamica
L’efficienza aerodinamica indica il rapporto tra portanza e la resistenza di un profilo alare o più genericamente di un velivolo. Siccome il velivolo produce solo resistenza e non portanza l’efficienza di un intero velivolo e peggiorata rispetto a quella di un ala a causa di una maggiore resistenza.
La sua formula è <math>P/R</math>, dove P è la portanza, ed R è la resistenza aerodinamica.
Si noti che il valore dell’efficienza, essendo il rapporto tra due misure in metri, è adimensionale, cioè non ha unità di misura.
Nell’uso comune del volo il termine efficienza aerodinamica o più comunemente efficienza è usato per indicare la distanza orizzontale percorsa dal veivolo perdendo un metro di quota in aria ferma. È uno dei parametri caratteristici del veivolo, e dipende solo dalle caratteristiche dello stesso. Ogni velivolo, ad un determinato carico (in genere si considera il peso massimo al decollo), ha una velocità caratteristica in cui l’efficienza è ottimale.
Si noti che il valore è misurato in aria ferma, in quanto l’effettiva perdita di quota rispetto al suolo può essere molto diversa dalla perdita di quota rispetto all’aria qualora l’aria si muova rispetto al terreno. Nell’aria in movimento la velocità di efficienza ottimale cambia, in particolare aumenta in caso di vento contrario o in caso di discenzenza (aria che scende) e diminuisce in caso di vento in coda o di ascendenza (aria che sale).
Se ad esempio un veivolo ha efficienza 30, significa che il veivolo è in grado di percorrere 30 metri in orizzontale perdendo un metro di quota. Gli alianti sono caratterizzati da valori di efficienza relativamente alti, in genere intorno a 30, ma possono raggiungere valori superiori a 70 nei modelli da gara. Un automobile non si muoverebbe a motore spento su un piano con un’inclinazione così bassa, mentre l’aliante raggiunge velocità intorno ai 100km/h.
Gli aeroplani a motore, a motore spento, raggiungono naturalmente valori di efficienza molto più bassi, tra 10 e 20.
L’efficienza, quella chilometrica si raggiunge ad una velocità ben determinata a seconda del peso, ma il valore di efficienza non cambia al variare del peso: per esempio un aliante (l’ASK-21) che con un pilota a bordo ha un efficienza di 34 a 85km/h, con due piloti a bordo ha un efficienza sempre di 34 ma a 90 km/h. La riduzione del peso serve infatti a migliorare un altro valore caratteristica importante: l’efficienza oraria, cioè quanto tempo rimane in aria una aliante perdendo una quota determinata: è importante che l’aliante scenda più lentamente possibile quando sta sfruttando una corrente ascensionale, così può guadagnare quota più velocemente. L’efficienza oraria dipende appunto dal peso: l’aliante con un solo pilota scende più lentamente. La velocità in cui l’efficienza oraria è ottimale (velocità minima variometrica) è sempre leggermente minore di quella in cui l’efficienza chilometrica ottimale: la prima si raggiunge infatti alla velocità di minore resistenza, l’altra alla velocità in cui è maggiore il rapporto fra portanza e resistenza.
L’aliante con efficienza migliore mai costruito è l’ETA, con ben 72.
Elephas cypriotes
L’elefante nano di Cipro era un elefante nano vissuto nel Pleistocene sull’omonima isola.
Recenti stime indicano che il suo peso non era di molto superiore ai 200 kg, il che, considerando una discendanza diretta degli elefanti nani dagli elefanti veri e propri del continente, significava una perdita di peso del 98%, rispetto ad un esemplare di Elephas antiquus di 10.000 kg.
I molari di questi animali erano invece ridotti di circa il 40% rispetto a quelli degli elefanti veri e propri.
L’elefante nano di Cipro si estinse circa 10.000 anni fa.
Linea piezometrica
La linea piezometrica è il luogo dei punti a pressione atmosferica. Questa linea rappresenta la quota che raggiungerebbe il fluido se lasciato libero (se è costretto in una condotta). Tale linea, cioè, rappresenta il pelo libero che il fluido avrebbe se non fosse sottoposto ad alcun vincolo. Solitamente si parla di linea piezometrica nel caso in cui il fluido sia in movimento: in caso contrario si parla di piano dei carichi idrostatici.
Nel caso in cui il fluido non si trovi sottoposto a pressione, essa coincide con la superficie di separazione tra il fluido stesso e l’atmosfera. Nel caso in cui fosse sottoposto ad una pressione all’interno di una condotta, la linea piezometrica si troverà al di sopra del volume di liquido; viceversa avverrà se il liquido è in una zona di depressione.
Se il liquido è in movimento la linea piezometrica avrà un’inclinazione. Questo avviene perché un liquido in movimento utilizza parte della sua energia per muoversi (Energia cinetica). La sua inclinazione, che prende il nome di cadente piezometrica, rappresenta la perdita di carico idrodinamico per unità di lunghezza e per unità di peso di fluido, e dipende dalla viscosità del fluido in movimento e dalla scabrezza della condotta, cioè da quanto essa è “ruvida” e quindi si oppone al movimento della massa di liquido.
La linea piezometrica può subire brusche cadute provocate dalla presenza di bruschi allargamenti, bruschi restringimenti o curve nella condotta. Si parla in questo caso di perdite di carico.
Shar
Shar è una divinità immaginaria appartenente all’ambientazione Forgotten Realms per il gioco di ruolo fantasy Dungeons & Dragons. È una divinità maggiore del pantheon faerûniano.
Il suo simbolo è costituito da un disco nero con il bordo porpora.
La sua arma preferita è il “Disco della Notte”, un chackram.
In D&D Terza Edizione i suoi domini sono: Caverne, Conoscenza, Male, Oscurità.
Shar è la sorella oscura di Selûne, dea della luce. È la creatrice della Trama d’Ombra, che fornisce un’alternativa alla Trama, controllata dalla dea Mystra, utile per lanciare incantesimi.
Il suo Eletto è Alargoth, il “Portatore di Rovina”.
Efficienza aerodinamica
L’efficienza aerodinamica indica il rapporto tra portanza e la resistenza di un profilo alare o più genericamente di un velivolo. Siccome il velivolo produce solo resistenza e non portanza l’efficienza di un intero velivolo e peggiorata rispetto a quella di un ala a causa di una maggiore resistenza.
La sua formula è <math>P/R</math>, dove P è la portanza, ed R è la resistenza aerodinamica.
Si noti che il valore dell’efficienza, essendo il rapporto tra due misure in metri, è adimensionale, cioè non ha unità di misura.
Nell’uso comune del volo il termine efficienza aerodinamica o più comunemente efficienza è usato per indicare la distanza orizzontale percorsa dal veivolo perdendo un metro di quota in aria ferma. È uno dei parametri caratteristici del veivolo, e dipende solo dalle caratteristiche dello stesso. Ogni velivolo, ad un determinato carico (in genere si considera il peso massimo al decollo), ha una velocità caratteristica in cui l’efficienza è ottimale.
Si noti che il valore è misurato in aria ferma, in quanto l’effettiva perdita di quota rispetto al suolo può essere molto diversa dalla perdita di quota rispetto all’aria qualora l’aria si muova rispetto al terreno. Nell’aria in movimento la velocità di efficienza ottimale cambia, in particolare aumenta in caso di vento contrario o in caso di discenzenza (aria che scende) e diminuisce in caso di vento in coda o di ascendenza (aria che sale).
Se ad esempio un veivolo ha efficienza 30, significa che il veivolo è in grado di percorrere 30 metri in orizzontale perdendo un metro di quota. Gli alianti sono caratterizzati da valori di efficienza relativamente alti, in genere intorno a 30, ma possono raggiungere valori superiori a 70 nei modelli da gara. Un automobile non si muoverebbe a motore spento su un piano con un’inclinazione così bassa, mentre l’aliante raggiunge velocità intorno ai 100km/h.
Gli aeroplani a motore, a motore spento, raggiungono naturalmente valori di efficienza molto più bassi, tra 10 e 20.
L’efficienza, quella chilometrica si raggiunge ad una velocità ben determinata a seconda del peso, ma il valore di efficienza non cambia al variare del peso: per esempio un aliante (l’ASK-21) che con un pilota a bordo ha un efficienza di 34 a 85km/h, con due piloti a bordo ha un efficienza sempre di 34 ma a 90 km/h. La riduzione del peso serve infatti a migliorare un altro valore caratteristica importante: l’efficienza oraria, cioè quanto tempo rimane in aria una aliante perdendo una quota determinata: è importante che l’aliante scenda più lentamente possibile quando sta sfruttando una corrente ascensionale, così può guadagnare quota più velocemente. L’efficienza oraria dipende appunto dal peso: l’aliante con un solo pilota scende più lentamente. La velocità in cui l’efficienza oraria è ottimale (velocità minima variometrica) è sempre leggermente minore di quella in cui l’efficienza chilometrica ottimale: la prima si raggiunge infatti alla velocità di minore resistenza, l’altra alla velocità in cui è maggiore il rapporto fra portanza e resistenza.
L’aliante con efficienza migliore mai costruito è l’ETA, con ben 72.
Abbasi
L’Abbasi è un’antica moneta d’argento della Persia. Prende il nome dallo scià Abbas I di Persia (1571 - 1629), un esponente della dinastia dei Safavidi.
La moneta è stata emessa per la prima volta nel 1620 con un peso di 7,7 g ed in seguito fino alla metà del XVIII secolo, con un peso in continua diminuzione. Fu emesso dal 1762 in Azerbaijan ed in Georgia, tra il 1804 ed il 1832 a Tiblisi, in Russia ed in Afganistan sotto i re Habibullah e Amanullah fino al 1926.
La moneta da un abbasi valeva in origine 4 Shahi.
Massa magra
Per massa magra si intende la parte di massa (peso) di un organismo costituita da sostanze non lipidiche (acqua, proteine, minerali, glucidi) del peso corporeo. Si eprime in percentuale quando è intesa come riferimento rispetto al peso complessivo dell’organismo, escludendo la massa grassa.
La maggior parte della massa magra è costituita da acqua, che in funzione di variabili quali sesso ed età rappresenta tra il 40 ed il 70% del peso corporeo.
La quantificazione della massa magra è quantomeno difficile, pertanto il termine non è generalmente usato in medicina. Per rilevare dati biometrici in merito si usa l’indice di massa corporea (che tuttavia è un valore medio che non considera differenza individuali anche importanti quali muscolatura o ossatura) o la formula di Broca. È invece usata spesso come “dato biometrico” nella pubblicità dietetica, salutistica, di body building e così via.
Con l’avvento di tecniche più precise e meno empiriche di quelle attuali (quali la plicometria, considerata inaffidabile) inizia ad essere possibile una misurazione più precisa, sebbene richieda l’uso di tecniche complesse o apparecchiature costose (le economiche bilance impedenzometriche reperibili ormai anche nei supermeracti forniscono dati molto approssimati).